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aprile 2016

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ME & TE, Una piccola storia d'amore al FESTIVAL NAZIONALE SEGNALI – 5 MAGGIO ORE 17

ME & TE, Una piccola storia d’amore,

la nostra ultima produzione per bambini dagli 8 anni in su, sarà in scena il 5 maggio alle ore 17 a Milano, per il FESTIVAL NAZIONALE SEGNALI.

Una storia tenera e spassosa che viaggia nel sentimento più serio del mondo, su cui ognuno, piccolo e grande prima o poi chiederà conto.


Per maggiori informazioni: http://www.teatrodelburatto.it/festivalsegnali/spettacoli/me-e-te.html

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Azulteatro presenta SENTIERI #4 percorso teatrale in luoghi da riscoprire – 14, 15, 21, 22 maggio 2016 Villa del Gombo, Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli – Pisa

SENTIERI #4
percorso teatrale in luoghi da riscoprire

 

14, 15, 21, 22 maggio 2016

(ore 15.00, 16.45 e 18.30)

 

Villa del Gombo, Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli – Pisa

 

Un progetto di Azulteatro

Ideazione e Direzione: Serena Gatti e Raffaele Natale
Di e Con: Veruska Barbini, Maura Zannini, Federica Caponi, Simone Ferretti, Roberta Grimoldi, Darianna Martini, Francesca Squeglia, Daniele Tamberi, Angela Virduci, Margherita Virduci.
E la partecipazione straordinaria della filarmonica Volere e Potere di Pontedera
Segno video-fotografico: Simone Buono, Fabrizio Leverone, Raffaella Pagliei, Carla Pampaluna, Dania Puggioni, Stefano Puzzuoli
Segno Grafico:Dania Puggioni
Ufficio stampa: Valentina Polieri

 

Con la collaborazione di: Ente Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro, Unicoop Firenze – Sezione Soci Pisa e di Niviano La Penna, Daniele Fadda, Lara Dell’Unto, Chiara Ruggieri

 

Lo spettacolo è itinerante tra bosco, dune e mare

Consigliate scarpe comode. Durata un’ora circa.

I posti sono limitati

 

È NECESSARIA LA PRENOTAZIONE contattando:

Centro Visite del Parco  Tel. 050/530101 – 050/533755 – Fax 050/3836908 e-mail: visitesr@tin.it

 

biglietto 10 euro + 3 euro trenino per arrivare alla villa

 

per info su SENTIERI #4 seguiteci

sulla nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/azulteatrosentieri

 

SENTIERI

è un percorso teatrale site-specific, quest’anno alla sua terza edizione, ideato e diretto da Serena Gatti e Raffaele Natale/Azulteatro. Prevede la creazione uno spettacolo originale e unico ideato appositamente per il luogo extra-teatrale per il quale nasce e che da quel particolare luogo trae ispirazione. Un evento quindi irripetibile in altri spazi, nato, provato, realizzato sul posto e non semplicemente riadattato. Il luogo, oltre ad essere la scena dello spettacolo, è in principio la musa ispiratrice del processo artistico. Diviene parte integrante della creazione, con i suoi silenzi, rumori, luci, colori, l’ambientazione naturale e le forme architettoniche che lo caratterizzano, le memorie che conserva, le visioni che evoca.

Quella di Sentieri #4 è un’ occasione unica nel suo genere, per visitare Villa del Gombo (ex Villa presidenziale) nella Tenuta di San Rossore, realizzata negli anni 50 in stile razionalista, fortemente voluta dal presidente Giovanni Gronchi, per il quale avrebbe dovuto rappresentare un simbolo di rinascita per il territorio dopo le devastazioni della seconda guerra mondiale.

La Villa del Gombo ha visto negli anni la presenza di teste coronate e capi di stato. Il percorso prosegue attraverso le dune fino alla spiaggia riservata, che offre la vista della evocativa Pineta Morta. Gli storici riferiscono che negli anni 80 l’inquinamento proveniente dal mare la pietrificò e così si può ancora ammirare, per la volontà del Presidente Pertini di non abbatterla perché valesse da monito per i posteri.

 

Lo spirito che muove questo tipo di progetti è valorizzare le bellezze architettoniche, naturali e paesaggistiche del territorio. Dar luce attraverso l’arte a luoghi che abbiamo sotto gli occhi, ma di cui quasi non ci accorgiamo. Con lo strumento del teatro, della poesia e della musica, Azulteatro lavora a partire dallo spazio che incontra, creando uno spettacolo a seguito di una residenza sul posto. L’obiettivo è riaccendere la curiosità verso il territorio, avvicinare gli spettatori all’opera teatrale e creare un legame più intenso e spontaneo con il processo artistico. Così l’opera si accende di nuova luce, quella nata dall’incontro e non rimane un processo distante a chi non è addetto ai lavori.

L’integrazione tra arte e territorio è una ricerca che viene proseguita da Azulteatro in Italia e all’estero. Ricordiamo il concerto teatrale Canto, e Sentieri #2 realizzati alla Certosa di Pisa, Sentieri #3 nel Parco di Villa Montelisi, la performance InsideOutside creata a Capo Nord in Norvegia in collaborazione con l’Arctic Cultural Center, Volver per la Tenuta dello Scompiglio, E se… per il Festival Inteatro di Polverigi, In divenire per il Teatro El Fino di Buenos Aires e l’Afst Festival di Napoli, Luz ispirato alle Onde di Virginia Woolf e realizzato ogni volta in modo originale sul monte Amiata e in diversi territori della Sardegna, grazie all’invito di festival teatrali che lo hanno accolto.

 

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2 MAGGIO – AMLETO DAY – ore 19.00: Gabriele Paolocà (VicoQuartoMazzinI) in AMLETO FX

uno spettacolo di e con Gabriele Paolocà

collaborazione alla regia Michele Altamura, Gemma Carbone

scene Gemma Carbone

disegno luci Martin Emanuel Palma

prodotto da VicoQuartoMazzini, Progetto Goldstein, Teatro dell’Orologio

Selezione In-Box 2015

Premio Direction Under 30 – Teatro Sociale Gualtieri

Gabriele Paolocà – Premio Hystrio alla Vocazione 2015

 

Amleto Fx è un’indagine sulla moda del deprimersi dei nostri tempi.

Uno spettacolo che parla di castrazioni tecnologiche, della mancanza dei padri, dell’attrazione verso la dissoluzione e dell’eco assillante che tutto questo causa nelle nostre coscienze.

Questo non è l’Amleto. E’ un assolo generazionale. Un racconto intimo e globale che attraverso il riso amaro vuole spingere a trovare una soluzione al solito, annoso,banale, scontato ma comunque sempre irrisolto quesito: Essere o non Essere?

Un uomo, un principe, che per comodità chiameremo Amleto, si è rinchiuso nella propria stanza e ha deciso di non uscirne più. Vuole farsi da parte e per farlo medita un gesto estremo, un gesto che lo liberi per sempre da tutto il marcio della Danimarca: il suicidio. Brandelli di storia ci aiutano a comprendere il perché del suo intento. Sappiamo che c’è un padre, un re, morto e una madre, una regina, che non ha perso tempo e si è risposata col fratello del marito defunto e poi se n’è andata in barca a Forte dei Marmi. Sappiamo che Orazio, il miglior amico di Amleto, ha organizzato una festa e che tutti andranno, compresa Ofelia. Lo sappiamo perché il computer, l’unica “finestra” sul mondo che Amleto tiene ancora aperta, continua a vomitare messaggi. Sappiamo che Amleto ne ha abbastanza di tutto e di tutti, anche di Rosencratz e Guildestern, due “ragazzi di vita” che della loro grezza incoscienza ne hanno fatto una religione. Delle cause questo e poco altro sappiamo. L’importante sono le conseguenze.

 

ESTRATTI RASSEGNA STAMPA

ANDREA PORCHEDDU (Gli stati generali) Che buffo, giusto un secolo fa, Ettore Petrolini metteva in parodia, da par suo, nientemeno che Amleto: “Io sono il pallido prence danese/Che parla solo, che veste a nero/Che si diverte nelle contese/che per diporto va al cimitero/Se giuoco a carte fo il solitario” eccetera eccetera. E, per strana, inattesa coincidenza, in un teatrino romano, un giovane attore di Roma, Gabriele Paolocà, attraversa il classico shakespeariano, riversando con esplosiva ironia, in un monologo aspro e divertente, commovente e disarmante, tutte le contraddizioni di questi anni bui.

SERGIO LO GATTO (Teatro e Critica) Quelli che subisce il nuovo Amleto – emblema di un adolescente tormentato e un po’ demodé, afflitto dalla malinconia e dall’esibizionismo ambiguo à la Kurt Cobain – sono gli “effetti” della castrazione tecnologica. In tempi in cui fin troppi artisti riempiono immagini e parole con riferimenti diretti alla gabbia dei social network, con metafore della “morte per virtualità”, con forsennate apocalissi sociali ancora troppo aderenti al tema per affermarsi in quanto critiche efficaci, il solitario lavoro di Paolocà sorprende per sincerità e risultato.

 

Biglietto unico 5 €

Info prevendita

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2 MAGGIO – AMLETO DAY – ore 21.00 MARCO PAOLINI in AMLETO A GERUSALEMME regia Gabriele Vacis / ESCLUSIVA TOSCANA

Palestinian Kids Want to See the Sea

Progetto Internazionale

di Gabriele Vacis e Marco Paolini

regia Gabriele Vacis

con Marco Paolini

e con Alaa Abu Gharbieh, Ivan Azazian, Mohammad Basha, Giuseppe Fabris, Nidal Jouba, Anwar Odeh, Bahaa Sous, Matteo Volpengo.

Lo spettacolo, che fa parte del Progetto Internazionale del Teatro Stabile di Torino, è realizzato con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che lo ha giudicato un utile strumento di dialogo e confronto tra civiltà e popoli nel nome del teatro, dell’arte e della cultura.

Uno spettacolo che riunisce due protagonisti del teatro italiano, Gabriele Vacis e Marco Paolini, artefici della lunga e felice stagione del teatro di narrazione culminata in un testo che ha fatto scuola: Il racconto del Vajont. Si parte dall’Amleto di Shakespeare per parlare della vita, soprattutto quella che si vive nei territori palestinesi occupati.

Hamlet in Jerusalem è un progetto di Gabriele Vacis e Marco Paolini che ha radici molto lontane, così come la loro amicizia e collaborazione artistica. Un’idea che nasce nel 2008 a Gerusalemme, al Palestinian Nati onal Theatre di Gerusalemme Est, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri Italiano e della Cooperazione per lo Sviluppo: una scuola di recitazione per ragazzi palestinesi, la cui voglia di lavorare in teatro è più forte delle difficoltà di att raversare ogni giorno check point e pregiudizi sociali. L’anno successivo il laboratorio prosegue in Italia, dove i ragazzi lavorano anche con Laura Curino, Emma Dante, Valerio Binasco, Alessandro Baricco e Roberto Tarasco. La scuola TAM (Theatre and Multi media Arts) ha presentato esiti del proprio lavoro alla Biennale di Venezia, al Teatro Valle di Roma e alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nucleo fondamentale della didattica che Vacis mette in opera è la Schiera, un processo che unisce movimento e attenzione che da tempo è alla base dei lavori del regista: «Schiera – spiega Vacis – è l’esercizio che sto elaborando da molti anni. Insegna a vedere quello che si guarda e ad ascoltare quello che si sente. Saper vedere, sapere ascoltare, è necessario per un attore che voglia essere autore della propria presenza in scena». E la chiave per poter ascoltare e realizzare un percorso teatrale è partire dall’Amleto di Shakespeare, dalla consapevolezza che in esso si scorgono tutte le sfaccettature della vita, complicate dalle esperienze di chi vive in Palestina: i riti di passaggio, il rapporto uomo/donna, il conflitto con la famiglia, le generazioni a confronto, la rabbia, la pazzia, l’amore.

 

Biglietti intero 20 € – ridotto 17 € – studenti/inoccupati 10 € – gradinata 10 €

Biglietto studenti 5€ tramite convenzione dsu toscana acquistabile al link DSU TOSCANA

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