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April 16, 2016

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2 MAGGIO – AMLETO DAY – ore 19.00: Gabriele Paolocà (VicoQuartoMazzinI) in AMLETO FX

uno spettacolo di e con Gabriele Paolocà

collaborazione alla regia Michele Altamura, Gemma Carbone

scene Gemma Carbone

disegno luci Martin Emanuel Palma

prodotto da VicoQuartoMazzini, Progetto Goldstein, Teatro dell’Orologio

Selezione In-Box 2015

Premio Direction Under 30 – Teatro Sociale Gualtieri

Gabriele Paolocà – Premio Hystrio alla Vocazione 2015

 

Amleto Fx è un’indagine sulla moda del deprimersi dei nostri tempi.

Uno spettacolo che parla di castrazioni tecnologiche, della mancanza dei padri, dell’attrazione verso la dissoluzione e dell’eco assillante che tutto questo causa nelle nostre coscienze.

Questo non è l’Amleto. E’ un assolo generazionale. Un racconto intimo e globale che attraverso il riso amaro vuole spingere a trovare una soluzione al solito, annoso,banale, scontato ma comunque sempre irrisolto quesito: Essere o non Essere?

Un uomo, un principe, che per comodità chiameremo Amleto, si è rinchiuso nella propria stanza e ha deciso di non uscirne più. Vuole farsi da parte e per farlo medita un gesto estremo, un gesto che lo liberi per sempre da tutto il marcio della Danimarca: il suicidio. Brandelli di storia ci aiutano a comprendere il perché del suo intento. Sappiamo che c’è un padre, un re, morto e una madre, una regina, che non ha perso tempo e si è risposata col fratello del marito defunto e poi se n’è andata in barca a Forte dei Marmi. Sappiamo che Orazio, il miglior amico di Amleto, ha organizzato una festa e che tutti andranno, compresa Ofelia. Lo sappiamo perché il computer, l’unica “finestra” sul mondo che Amleto tiene ancora aperta, continua a vomitare messaggi. Sappiamo che Amleto ne ha abbastanza di tutto e di tutti, anche di Rosencratz e Guildestern, due “ragazzi di vita” che della loro grezza incoscienza ne hanno fatto una religione. Delle cause questo e poco altro sappiamo. L’importante sono le conseguenze.

 

ESTRATTI RASSEGNA STAMPA

ANDREA PORCHEDDU (Gli stati generali) Che buffo, giusto un secolo fa, Ettore Petrolini metteva in parodia, da par suo, nientemeno che Amleto: “Io sono il pallido prence danese/Che parla solo, che veste a nero/Che si diverte nelle contese/che per diporto va al cimitero/Se giuoco a carte fo il solitario” eccetera eccetera. E, per strana, inattesa coincidenza, in un teatrino romano, un giovane attore di Roma, Gabriele Paolocà, attraversa il classico shakespeariano, riversando con esplosiva ironia, in un monologo aspro e divertente, commovente e disarmante, tutte le contraddizioni di questi anni bui.

SERGIO LO GATTO (Teatro e Critica) Quelli che subisce il nuovo Amleto – emblema di un adolescente tormentato e un po’ demodé, afflitto dalla malinconia e dall’esibizionismo ambiguo à la Kurt Cobain – sono gli “effetti” della castrazione tecnologica. In tempi in cui fin troppi artisti riempiono immagini e parole con riferimenti diretti alla gabbia dei social network, con metafore della “morte per virtualità”, con forsennate apocalissi sociali ancora troppo aderenti al tema per affermarsi in quanto critiche efficaci, il solitario lavoro di Paolocà sorprende per sincerità e risultato.

 

Biglietto unico 5 €

Info prevendita

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2 MAGGIO – AMLETO DAY – ore 21.00 MARCO PAOLINI in AMLETO A GERUSALEMME regia Gabriele Vacis / ESCLUSIVA TOSCANA

Palestinian Kids Want to See the Sea

Progetto Internazionale

di Gabriele Vacis e Marco Paolini

regia Gabriele Vacis

con Marco Paolini

e con Alaa Abu Gharbieh, Ivan Azazian, Mohammad Basha, Giuseppe Fabris, Nidal Jouba, Anwar Odeh, Bahaa Sous, Matteo Volpengo.

Lo spettacolo, che fa parte del Progetto Internazionale del Teatro Stabile di Torino, è realizzato con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che lo ha giudicato un utile strumento di dialogo e confronto tra civiltà e popoli nel nome del teatro, dell’arte e della cultura.

Uno spettacolo che riunisce due protagonisti del teatro italiano, Gabriele Vacis e Marco Paolini, artefici della lunga e felice stagione del teatro di narrazione culminata in un testo che ha fatto scuola: Il racconto del Vajont. Si parte dall’Amleto di Shakespeare per parlare della vita, soprattutto quella che si vive nei territori palestinesi occupati.

Hamlet in Jerusalem è un progetto di Gabriele Vacis e Marco Paolini che ha radici molto lontane, così come la loro amicizia e collaborazione artistica. Un’idea che nasce nel 2008 a Gerusalemme, al Palestinian Nati onal Theatre di Gerusalemme Est, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri Italiano e della Cooperazione per lo Sviluppo: una scuola di recitazione per ragazzi palestinesi, la cui voglia di lavorare in teatro è più forte delle difficoltà di att raversare ogni giorno check point e pregiudizi sociali. L’anno successivo il laboratorio prosegue in Italia, dove i ragazzi lavorano anche con Laura Curino, Emma Dante, Valerio Binasco, Alessandro Baricco e Roberto Tarasco. La scuola TAM (Theatre and Multi media Arts) ha presentato esiti del proprio lavoro alla Biennale di Venezia, al Teatro Valle di Roma e alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Nucleo fondamentale della didattica che Vacis mette in opera è la Schiera, un processo che unisce movimento e attenzione che da tempo è alla base dei lavori del regista: «Schiera – spiega Vacis – è l’esercizio che sto elaborando da molti anni. Insegna a vedere quello che si guarda e ad ascoltare quello che si sente. Saper vedere, sapere ascoltare, è necessario per un attore che voglia essere autore della propria presenza in scena». E la chiave per poter ascoltare e realizzare un percorso teatrale è partire dall’Amleto di Shakespeare, dalla consapevolezza che in esso si scorgono tutte le sfaccettature della vita, complicate dalle esperienze di chi vive in Palestina: i riti di passaggio, il rapporto uomo/donna, il conflitto con la famiglia, le generazioni a confronto, la rabbia, la pazzia, l’amore.

 

Biglietti intero 20 € – ridotto 17 € – studenti/inoccupati 10 € – gradinata 10 €

Biglietto studenti 5€ tramite convenzione dsu toscana acquistabile al link DSU TOSCANA

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