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29/09/2018

Becco di rame
Domenica a teatro

BECCO DI RAME

domenica 21 ottobre 2018 ore 16-ore 18

Teatro del Buratto

BECCO DI RAME

dal libro di Alberto Briganti
adattamento drammaturgico Ira Rubini
ideazione e messa in scena
Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
musiche originali di Andrea Ferrario
in scena Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
voci Francesco Orlando, Flavia Ripa, Valentina Scudieri, Nadia Milani, Serena Crocco
pupazzi Chiara De Rota, Linda Vallone
scenografie e oggetti Raffaella Montaldo, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco
luci Marco Zennaro
direttore di produzione Franco Spadavecchia
foto di scena Roberto Finizio

Eolo Award 2018 per il Teatro di Figura

Becco di Rame è una storia vera. La storia di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma un veterinario, il dottor Briganti, ha un’intuizione geniale e crea una protesi di rame che le permette di continuare a vivere una vita normale nonostante la disabilità acquisita.

Lo spettacolo narra la sua storia, i bambini possono immedesimarsi nel nostro protagonista che, ancora pulcino, viene portato nella fattoria dove si svolge l’intera vicenda. E qui, incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, marito e moglie, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo, ideale di bellezza e libertà. Le relazioni che si instaurano tra i personaggi, hanno una loro evoluzione che procede di pari passo con la crescita del protagonista e con l’avvenimento più importante di tutta la storia, la perdita del becco.

La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza ma con profondità temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”. Il desiderio è quello di dedicare questo spettacolo a tutti i “brutti anatroccoli” e a tutti quei bambini che, nonostante un’avventura ingiusta che ha portato ad una disabilità acquisita, trovano la forza e il coraggio di ri-innamorarsi della vita.

Dai 3 anni

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Domenica a teatro

POLLICINO di Marcello Chiarenza

domenica 14 ottobre 2018 ore 16-ore 18

Accademia Perduta Romagna Teatri

POLLICINO

di Marcello Chiarenza
con Claudio Casadio
musiche originali di Beppe Turletti
regia di Gianni Bisacca

vincitore ex-aequo del Festival Momix di Kingersheim (Francia, 2007)
vincitore del Biglietto d’Oro Agis-ETI 2008 come spettacolo di Teatro Ragazzi più visto nella stagione 2007/2008

Pollicino offre al pubblico dei bambini un’occasione per confrontarsi con il sentimento della paura. La storia di Pollicino è, infatti, una “fiaba scura”: “Come fate a dormire? Sarà la paura, ma io non ci riesco”, dice Pollicino ai fratelli maggiori.

Il protagonista della vicenda è piccolo, il più piccolo, ma la sua paura, grande, non lo annichilisce. Ciò che, al contrario, lo rende vincitore di fronte alle avversità della vita è la curiosità ed il suo coraggioso desiderio di conoscere la realtà, anche nei suoi aspetti più crudeli.
E’ la curiosità che spinge Pollicino a vigilare su quanto dicono e fanno i genitori ed egli è in grado di avvertire con tempestività il pericolo e di attrezzarsi per farvi fronte.

Dalla casa del padre a quella dell’Orco, attraverso il bosco si avvia al mondo, verso altri boschi ed altre case… Pollicino non fa ritorno a casa sua e non si perde: il suo viaggio continua. In compagnia dei fratelli.

Se è vero che Pollicino è solo a pensare, è altrettanto vero che, nel suo allontanamento da casa, egli solo non è. La presenza dei fratelli è calda, nel buio e nel freddo della notte. Anche nei momenti drammatici c’è qualcuno con cui giocare, con cui litigare, con cui affrontare l’ignoto.
Lo spettacolo viene agito da un attore-narratore che vive e racconta, al tempo stesso, la vicenda, evocandola e rapportandosi, a volte direttamente, al pubblico. La narrazione ed il rapporto con i piccoli spettatori sono spesso ironici, sorridenti, comici, a tratti di stile popolaresco, con frequenti parentesi dialettali in un dialogo scanzonato dalle cadenze romagnole. Gli oggetti di scena e la scrittura dello spazio offrono un esempio di “teatro di narrazione con oggetti” assai originale ed interessante, caratteristico della riuscitissima, ed ormai storica, collaborazione fra Claudio Casadio e Marcello Chiarenza.

Dai 5 anni

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Glimpses of cities
Serale 2018-2019

GLIMPSES OF CITIES

Sabato 30 marzo 2019 ore 21

Instabili Vaganti
In co-produzione con
Teatro Nazionale di Genova
Instituto Nacional Artes Escenicas/Festival FIDAE 2019

GLIMPSES OF CITIES
studio

Regia Anna Dora Dorno
Drammaturgia Originale Nicola Pianzola
Musiche Alberto Novello jester

Primo studio del progetto di produzione “The Global City” realizzato in co-produzione con Teatro Nazionale di Genova,
Instituto Nacional Artes Escenicas/Festival FIDAE 2019

progetto di residenza artistica  nell’ambito del bando #CREA della Fondazione Sipario Toscana Onlus

Tra i testi che hanno contribuito ad arricchire la fase ideativa del progetto, ne spicca uno in particolare: Le città invisibili di Calvino, che ha rappresentato in questi anni, un costante e poliedrico riferimento: poetico e visivo. L’affermazione: “la crisi delle città… è l’altra faccia della crisi della natura” è all’origine di un’indagine sulla complessa relazione tra due istanze, spesso, violentemente contrapposte: biologico e d artificiale, che si estrinseca, nella scena contemporanea, nella relazione tra analogico e digitale, nel rapporto tra l’organicità dell’uomo e del performer e le nuove tecnologie. Glimpes of Cities rappresenta la nostra visione critica sull’andamento della società globale ma anche il tentativo di coglierne aspetti positivi legati al continuo movimento, ed in particolar modo al viaggio e allo spostamento, inteso in una accezione ampia sia fisica che virtuale.

La scena verrò costruita attraverso video proiezioni sovrapposte e mappate su solidi proiettabili, che disegneranno la città globale, una città della memoria che prende vita attraverso il racconto delle microstorie raccolte dalla compagnie nei differenti paesi del mondo.

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Serale 2018-2019

MALEDUCAZIONE TRANSIBERIANA

giovedì 28 marzo 2019 – ore 21

Teatro Franco Parenti

MALEDUCAZIONE TRANSIBERIANA

un lungo viaggio attraverso la sconfinata terra della pedagogia per l’infanzia

una creazione di Davide Carnevali
con Fabrizio Martorelli, Silvia Giulia Mendola, Federico Manfredi
costumi Simona Dondoni | luci Silvia Giulia Mendola
video e suono Luca Plumitallo e Alberto Onofrietti
assistenza alla regia Giovanni Ortoleva

Davide Carnevali, uno dei drammaturghi più interessanti nel panorama italiano ed europeo contemporaneo, indaga la psicopedagogia dell’infanzia e la sua relazione con il marketing chiamando in causa Bertolt Brecht, Walter Benjamin e Charles Fourier. E lo fa a suo modo, con ironia, per smascherare l’artificiosità della realtà.

Si parla delle favole, delle filastrocche, dei cartoni animati, non più nati da sfoghi di fantasia, ma da un calcolo artificioso che impone mode e gusti. Si tratta, in definitiva, di mettere in mostra – e, soprattutto, in ridicolo – i meccanismi di costruzione delle narrazioni e il modo in cui esse sono utilizzate per manipolare il comportamento del bambino, determinando il suo ruolo come produttore e consumatore nell’economia di mercato.

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