About

Stagione 2017

Ecco la nostra programmazione

Dettagli

*****

IN EVIDENZA

promo image

Altri Eventi

*****
promo image

Corsi

*****

News

Uncategorized

Sabato 3 Dicembre ore 19.00 – TU ME FAIS TOURNER LA TETE – Mattatoio Sospeso

TU ME FAIS TOURNER LA TÊTE

idea e regia
Marco Mannucci

di e con
Saverio Abate (Camilo Clown)
Marco Mannucci, Marina Romondia, Gabriele Savarese

Violino
Gabriele Savarese

collaborazione alla drammaturgia
Marina Romondia

collaborazione artistica
Emanuela Dall’Aglio
Marina Romondia

scene e costumi
Emanuela Dall’Aglio

disegno luci
Andrea Berselli

Tecnica Andrea Berselli, Maurizio Coroni

Decori
Franck Brueil
Luigi di Giorno

Realizzazione video
Lavinia Baroni

Con il sostegno di:
FossanoMirabilia (IT)
La Grainerie (FR)
Gare à Coulisses (FR)
La Città del teatro (IT)

In scena un vecchio Chagall: la fine sarà l’inizio.
Un uomo che cerca eternamente di ritrovare il suo amore perduto, la moglie Bella della “Promenade”, ma non ci riesce perché lei non c’è più.
Forse in sogno diviene possibile inseguire, ricreare quell’amore, quel ricordo. Ma i sogni spesso si trasformano in incubi.
Il nostro vecchio Chagall diverrà marionettista, costruttore dei suoi stessi sogni. Un sorta di malinconico demiurgo di un divertito sogno dove incontrerà Bella e il suo alter-ego, quel giovane Chagall innamorato che non esiste più.
O forse lassù in volo c’è ancora speranza… perché la perdita forse non è la fine ma nuovo inizio…

spettacolo senza parole, dai 6 anni.
Per sfiorare in volo la poesia dell’amore e del sogno.
Durata 1h.

Grazie a Rémy Lesvenes, Guillaume Clavel, Alex, Mael, La Virgule (FR), Malamente per “Novembre” (Guappecartò), La Fucina Del Circo, Gerardo Gerry di Fonzo, Antitesi Teatro Circo, Louise Bouchicot, Crowdarts.

Uncategorized

Sabato 3 Dicembre ore 21.15- PORCO MONDO – Biancofango

PORCO MONDO

drammaturgia

Francesca Macrì e Andrea Trapani

regia

Francesca Macrì

con

Aida Talliente e Andrea Trapani

disegno luci

Luigi Biondi

produzione

Biancofango – La Corte Ospitale – Officina1011

 

Un uomo. Una donna. Una coppia. Una stanza. Un mese. Dicembre. Una notte.

Quella di Natale.

La neve che tutto ricopre e tutto cancella. L’alba che coglie d’anticipo il buio, svela i desideri

osceni, consuma i pensieri, stravolge gli animi, conduce al logoramento.

Eccoli. Gli sposi ribelli. Gli amanti stremati.

Eccoli. Il superstite e il boia. L’incontro degli opposti.

Nulla li soddisfa. Nulla li sazia.

Ma dove si scappa mentre ci si viene incontro?

Non hanno nomi quest’uomo e questa donna. Potrebbero chiamarsi in ogni modo. Nascondono,

loro malgrado, nostro malgrado, qualche cosa di ancestrale, di atavico. Eppure – ne siamo certi –

nessuno si stupirebbe a scoprirli silenziosi vicini di casa.

Non hanno nomi e mai ne avranno per tutto lo spettacolo quest’uomo e questa donna. A volte

non basta più essere come si è. E per dire cose che, forse, altrimenti rimarrebbero serrate in gola, lei

indossa, maldestramente, abiti da Marilyn Monroe.

Nessun nome, dunque, e, apparentemente, una casa che potrebbe essere ovunque. Ovunque, in

questo porco mondo di periferie. Una finestra, come in un quadro di Hopper, divide gli spazi. Lì si

guarda, lì si aspetta. Il luogo del vuoto e del sogno, della trepidazione e del silenzio. Del pensiero.

Dentro, fuori. Fuori, dentro. Non si è mai veramente dove si è.

Close