Spettacoli

Stagione 2018/2019

OLTRE LE APPARENZE

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Sabato 3 Dicembre ore 21.15- PORCO MONDO – Biancofango

PORCO MONDO

drammaturgia

Francesca Macrì e Andrea Trapani

regia

Francesca Macrì

con

Aida Talliente e Andrea Trapani

disegno luci

Luigi Biondi

produzione

Biancofango – La Corte Ospitale – Officina1011

 

Un uomo. Una donna. Una coppia. Una stanza. Un mese. Dicembre. Una notte.

Quella di Natale.

La neve che tutto ricopre e tutto cancella. L’alba che coglie d’anticipo il buio, svela i desideri

osceni, consuma i pensieri, stravolge gli animi, conduce al logoramento.

Eccoli. Gli sposi ribelli. Gli amanti stremati.

Eccoli. Il superstite e il boia. L’incontro degli opposti.

Nulla li soddisfa. Nulla li sazia.

Ma dove si scappa mentre ci si viene incontro?

Non hanno nomi quest’uomo e questa donna. Potrebbero chiamarsi in ogni modo. Nascondono,

loro malgrado, nostro malgrado, qualche cosa di ancestrale, di atavico. Eppure – ne siamo certi –

nessuno si stupirebbe a scoprirli silenziosi vicini di casa.

Non hanno nomi e mai ne avranno per tutto lo spettacolo quest’uomo e questa donna. A volte

non basta più essere come si è. E per dire cose che, forse, altrimenti rimarrebbero serrate in gola, lei

indossa, maldestramente, abiti da Marilyn Monroe.

Nessun nome, dunque, e, apparentemente, una casa che potrebbe essere ovunque. Ovunque, in

questo porco mondo di periferie. Una finestra, come in un quadro di Hopper, divide gli spazi. Lì si

guarda, lì si aspetta. Il luogo del vuoto e del sogno, della trepidazione e del silenzio. Del pensiero.

Dentro, fuori. Fuori, dentro. Non si è mai veramente dove si è.

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Sabato 26 Novembre – SPICCHIO D'AGLIO #primostudio – Centrale dell'arte

un progetto di Laura Forti
con Laura Forti
Silvia Baccianti
Lavinia Rosso
drammaturgia Laura Forti
regia, musiche e video Teo Paoli
2 ottobre 1935 Mussolini annuncia l’entrata in guerra con l’Etiopia.
L’Italia, già impegnata in passato nella conquista coloniale, adesso sogna il suo impero. Il conflitto dovrà essere breve,
rapido, vittorioso; in realtà sarà tutt’altro che indolore e costerà molte spese, moltissime morti e, da parte africana, si
risolverà in un vero e proprio genocidio della popolazione locale, deportata, sottoposta a fucilazioni sommarie e privata
dei diritti basilari, annientata con i gas e le armi chimiche. Ma l’oltremare non è solo il sogno di conquista dei soldati;
anche i civili cadono nel miraggio di accumulare ricchezze in colonia, spinti dall’avidità o costretti all’espatrio per
fuggire un destino di fame e miseria.
Uno spettacolo per raccontare quel periodo complesso, intrecciando voci e storie:
da una parte una famiglia fascista, i Tamietti, nella quale i componenti maschi sperimentano tutti, seppur in modo
diverso, la guerra – intesa come banco di prova della virilità e autoaffermazione di un potere personale vacillante;
dall’altra il bracciante Tano, strappato alla sua Maria e alla sua Sicilia, che per un attimo sembra entrare in una storia
più grande, quella dell’Impero fascista, per poi venire schiacciato dai meccanismi dello sfruttamento e dei pregiudizi
sociali.
E poi il fantasma di una donna libica, Spicchio d’aglio, la schiava-bambina che il capofamiglia Alfio ha sedotto
durante la sua permanenza in Africa durante le prime guerre dell’Italia liberale, che attraversa epoche e trame e
finisce per ricongiungere i destini di tutti in un amaro finale.
Tre voci di donna per raccontare una Storia da cui le donne erano escluse quando non sfruttate;
tre voci alla ricerca della quarta, involontaria protagonista delle vicende, silente perchè donna, invisibile perchè
africana: Spicchio d’Aglio.
lo sguardo femminile come critica, ora sofferta ora spietata, di un mondo e di una cultura che hanno segnato la storia
dell’Italia e dell’Europa, e che stentano ancora oggi ad essere superati.
Per la prima volta nel 1996 l’allora Ministro alla Difesa Domenico Corcione ha ammesso, in un breve comunicato di tre
righe, le responsabilità italiane e l’uso di armi chimiche vietate.
Uno spettacolo per riflettere insieme su una memoria che per anni è stata rimossa e solo recentemente,
grazie soprattutto agli studi di Angelo Del Boca, ha cominciato a essere ricordata e analizzata.

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24 E 25 NOVEMBRE- MADE IN CHINA – POSTCARDS FROM VAN GOGH

MADE IN CHINA

postcards from Van Gogh

 

drammaturgia Simone Perinelli

con Claudia Marsicano e Simone Perinelli

aiuto regia e consulenza artistica Isabella Rotolo

regia Simone Perinelli

musiche originali Massimiliano Setti

disegno luci Marco Bagnai

foto Nico Lopez Bruchi

grafica Giacomo Trivellini e Federico Bassi

produzione Fondazione Teatro della Toscana

 

lo spettacolo

Una cartolina dall’Olanda: saluti da Parigi! Sotto: una foto di Hong Kong.

Ecco il cortocircuito che prende vita e nella mente trasforma per qualche secondo un ombrellino cinese in un girasole in pieno stile “Van Gogh”. Due universi molto distanti, eppure vicino Hong Kong

esistono fabbriche a cielo aperto interamente dedicate alla riproduzione di opere d’arte destinate al merchandising dei Musei. Tra le opere più gettonate “La Gioconda” di Leonardo da Vinci e “Dodici girasoli in un vaso” di Vincent Van Gogh.

Van Gogh, l’artista/operaio (846 tele, 1000 disegni, 821 lettere), e l’operaio/artista impiegato a Shenzhen. Da una parte il genio, la follia, il caso. Dall’altra la ricerca di un metodo infallibile per

riprodurre miracoli su richiesta.

Entrambi specializzati in girasoli ma scommettendo su destini diversi.

Uno spettacolo su Van Gogh, ma soprattutto per Van Gogh.

 

Note di regia

Lo spettacolo si svilupperà attraverso quadri, il cui flusso verrà interrotto da episodi a sé stanti che si esauriscono nel loro stesso compiersi. La ricerca scenica punterà a trovare delle note nuove

circa il lavoro attoriale a due, cercando di contrastare quelle che sono le garanzie, ma anche i cliché, del rapporto uomo-donna sulla scena. Lo stile del tutto sarà suggerito dal titolo dello

spettacolo. Richiamerà quell’universo kitsch ed effimero proprio dell’oggetto cinese a basso costo. Un lavoro attoriale a due su una drammaturgia originale fortemente condizionata dall’opera del pittore olandese.

La produzione pittorica, quella letteraria: le lettere a Theo, ma soprattutto quelle a Emile Bernard e alla sorella Wilhelmina.

Il lavoro nasce da un’attenzione meticolosa ai dettagli degli ultimi quadri, quelli dipinti durante il periodo di maggiore agitazione psicotica. Proprio da quei dettagli il testo prende vita e scorre

attraverso suggestioni e richiami a quattro dipinti scelti: autoritratto con orecchio bendato, la sedia vuota, la notte stellata, la camera di Vincent ad Arles.

Simone Perinelli

 

 

LEVIEDELFOOL

Leviedelfool nasce ufficialmente come compagnia teatrale nel 2010 a Roma. E’ una struttura libera e autonoma che vive dei progetti artistici di Simone Perinelli e della collaborazione a 360° di Isabella Rotolo e che ospita diversi artisti in ambito teatrale e non che collaborano alle produzioni della compagnia.

Nel 2015 l’ultimo lavoro MADE IN CHINA – Postcards from Van Gogh è sostenuto e prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana.

La compagnia rappresenta i propri spettacoli in Italia e all’estero lavorando su drammaturgie originali e ponendosi l’obiettivo di dar vita ad un Teatro contemporaneo in grado di collegare l’arcaico con il moderno: in grado di portare il mondo in sé dalla preistoria al presente anticipando l’avvenire.

Sede della compagnia è il Teatro Comunale di Calcata dove ha creato nel 2012 il CALCATA TEATRO LAB, laboratorio permanente per le arti sceniche, dove organizza incontri e workshop. Oltre al progetto di formazione del CALCATA TEATRO LAB, la compagnia si occupa di creare occasioni formative e creative attraverso workshop attoriali, di drammaturgia e incontri con il pubblico, al fine di proporre un nuovo tipo di rapporto tra pubblico e artista che permetta di abbattere le distanze e i ruoli e che non riduca l’espressione artistica teatrale alla mera rappresentazione di uno spettacolo, creando occasioni di dialogo aperto e scambio di competenze, esperienze e conoscenze.

Nel 2010 la compagnia inizia un percorso di ricerca sul tema “Esistenza”, nato da una riflessione sull’opera e il pensiero di Albert Camus, e in particolare su Caligola, che nel 2012 si è concretizzato nella Trilogia dell’Essere, composta da tre monologhi (Requiem For Pinocchio, Macaron e Luna Park) e presente in molti festival di teatro contemporaneo in Italia (tra i più importanti ERA Festival, TEATRI DI VETRO, COLLINAREA) e all’estero a Oradea in Romania al Gala Trafcantului de Cultura International.

Nel 2012 la compagnia viene chiamata a far parte, insieme ad altre 10 compagnie, del progetto “Scendere da cavallo” indetto dalla Fondazione Pontedera Teatro. Progetto biennale che si è concluso a giugno 2014 con la seconda fase, “Montare a cavallo”, e che ha avuto un momento di apertura al pubblico con lo spettacolo collettivo “Era delle Cadute”, presentato all’interno del festival FabbricaEuropa 2014.

Dal 2013 la compagnia organizza a Calcata ITINERARIA FESTIVAL – Arti Sceniche in Transito, festival itinerante che, partendo da Calcata, trova durante l’anno altre tappe nel Comune di Modugno (BA) e nel Comune si Sarzana grazie alla collaborazione con il Teatro delle Bambole e la rassegna NIN – Nuove Interpretazioni.  Il festival fa parte di QUALITÀ MUTEVOLE (FEST), una piattaforma artistica per un nuovo Teatro che propone eventi sul territorio nazionale con l’intento di creare una nuova domanda teatrale, basando i propri interventi su una nuova qualità di incontro con il pubblico attraverso un’esperienza che racchiuda tutti gli aspetti del Teatro: dall’intrattenimento alla catarsi, dalla formazione allo strumento di conoscenza, dalla festa al momento di elevazione dell’anima.

Dal 2014 la compagnia lavora a MADE IN CHINA – Postcards from Van Gogh, prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana, che ha debuttato il primo ottobre 2015 al Teatro Era.

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