Spettacoli

Stagione 2018/2019

OLTRE LE APPARENZE

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Progetto Legàmi, un esempio di ricambio generazionale da imitare.

Con la conclusione del terzo step del progetto, gli autori e registi under 35 di Legàmi (Samuele Boncompagni, Vania Cauzillo, Annick Emdin, Simone Faloppa, Simona Franco, Laura Grimaldi, Caterina Simonelli), hanno integrato nel gruppo di lavoro due giovani attori, coinvolti fin da subito nel processo creativo: Valentina Grigò e Federico Raffaelli.L’équipe al completo si è quindi avviata verso la fase produttiva, destinata alla realizzazione di uno spettacolo per l’infanzia che indaghi il delicato tema delle emozioni primarie.Lo spettacolo introdurrà il bambino nella complessità delle emozioni, così da compiere un primo e significativo educarsi a riconoscerle, a fissarle nella coscienza, a riviverle, a condividerle.
In una girandola magica in cui l’imprevedibile non mancherà di stupire i bambini, sarà catturata anche l’attenzione degli adulti. L’obiettivo dei giovani autori del progetto Legàmi è infatti quello di ideare uno spettacolo che parli a diverse generazioni: da quelle degli spettatori più piccoli, a partire dai 3 anni, fino a quelle dei loro genitori, o anche dei nonni.

Si introduce in questo modo  il tema del ricambio generazionale, idea alla base della realizzazione del progetto, che si pone in continuità con una politica di scelte coraggiose che vanno in direzione di una effettiva ricomposizione sociale all’interno de La Città del Teatro.
Legàmi nasce e cresce seguendo il convincimento che la strada per il cambiamento debba essere intrapresa senza riserve e senza la contraddizione secondo cui il ricambio… si effettui senza ricambi!
In altre parole, non è possibile ottenere quel dialogo necessario tra vecchie e nuove classi di età,  se nei luoghi dov’è possibile produrre non possono attivarsi soggetti che appartengono proprio alla generazione emergente.

Giunti alla fase produttiva di Legàmi, La Città del Teatro si sta attrezzando per questo inevitabile e necessario passaggio. Una fase assolutamente nuova per tutti, in cui il gruppo di lavoro di giovani autori ed autrici opererà in completa autonomia, scegliendo tempi e modi,  in sinergia con la presenza discreta della Direzione e del nucleo artistico.

Lo spettacolo, intitolato  “Non lo so dire” farà parte della rassegna “La scuola va a Teatro” e  debutterà  il 4 novembre alle ore  10 a La Città del Teatro.

 

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Laboratorio di Video Teatro a cura di Giacomo Verde 3 e 4 ottobre La Città del Teatro

Laboratorio di Video Teatro
“Ricordo di famiglia”
La Città del Teatro-Cascina (Sala Rossa)

a cura di Giacomo Verde

venerdì 3 ottobre orario 17-20
sabato 4 ottobre orario 10-13 / 15-18
con presentazione finale ore 19
per massimo 12 persone

Scopo del laboratorio è la realizzazione di una piccola performance che tratti il tema della “auto rappresentazione familiare” attraverso l’uso del cellulare.
Si parte dalla visone di una ripresa fatta con un cellulare, durante una classica cena natalizia, per attivare le memorie personali dei partecipanti che verranno poi rielaborate per la creazione di una performance teatrale che metta in gioco la presenza scenica e la memoria video-cellulare oppure per la creazione di un nuovo video-cellulare da mostrare poi al pubblico in modalità performativa.

Giacomo Verde si occupa di teatro e arti visive dagli anni 70. Dagli anni 80 realizza oper’azioni collegate all’utilizzo creativo di tecnologia “povera”: videoarte, tecno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori didattici. E’ l’inventore del “tele-racconto” – performance teatrale che coniuga narrazione, micro-teatro e macro ripresa in diretta – tecnica utilizzata anche per video-fondali-live in concerti, recital di poesia e spettacoli teatrali. Ha lavorato con i detenuti, animato ‘Euclide’, il personaggio virtuale interattivo, ha creato giochi “poveri” alternativi per l’utilizzo intelligente della televisione, ha scritto, polemizzato, inventato formule e definizioni. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo logiche in atto e creare connessioni tra i diversi generi artistici è la sua costante.

 

Per confermare la partecipazione al laboratorio è possibile scrivere a formazione.pampana@lacittadelteatro.it, o a mtofani.lacittadelteatro@gmail.com, oppure telefonare allo 050/3142344 o al 345/7977220 (lun-ven ore 10-13).

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700 firme per un TEATRO per la DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA

 

700

COMUNICATO STAMPA 2

In soli 5 giorni sono più di 700 gli autori, artisti, intellettuali, operatori dello spettacolo, Associazioni, Sindacati, compagnie e realtà teatrali che hanno sottoscritto l’APPELLO, promosso dal CeNDIC  per chiedere la fondazione di un

TEATRO per la DRAMMATURGIA ITALIANA CONTEMPORANEA

Un progetto concreto per chiedere ciò che in tutti i paesi d’Europa esiste da sempre e che solo in Italia manca: una casa aperta a tutti, un teatro dedicato alla rappresentazione del presente, dove valorizzare e promuovere la drammaturgia nazionale con la sua vitalità e molteplicità.

Le 700 firme, la raccolta però sta proseguendo, sono la dimostrazione del desiderio di concretezza e innovazione del mondo teatrale italiano.

Serve una politica culturale che, pur muovendosi nel solco istituzionale della legalità, spezzi le logiche antiche e abusate della tradizione a favore di un nuovo modo di concepire il teatro. Questo nuovo corso deve essere plurale, aperto, non deve avere divisioni né politiche, né artistiche.

Ogni distinzione è fuorviante. Tutte le figure professionali del teatro si devono unire per colmare un vuoto istituzionale che si trascina da decenni, a dimostrazione che la cultura può essere il volano di una reale rinascita civile ed economica del Paese.

Nei prossimi giorni saranno comunicate le nuove adesioni e tempi e modi per l’uscita pubblica che è allo studio.

Maggiori dettagli al sito CENDIC

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BENVENUTI IN CASA GORI – sabato 4 ottobre ore 21.00 La Città del Teatro

BENVENUTI IN CASA GORI
di Ugo Chiti e Alessandro Benvenuti 

con
ALESSANDRO BENVENUTI 

regia
Alessandro Benvenuti

Benvenuti in casa Gori è la cronaca di un pranzo di Natale realmente accaduto il 25 Dicembre del 1986 in casa della famiglia Gori, domiciliata in Pontassieve, un grosso paese situato a 15 Km a nord-est di Firenze.

Quel giorno santo, intorno al desco si ritrovano riuniti in dieci: il novantenne Annibale Papini, Gino Gori il capofamiglia, sua moglie Adele e il loro figlio Danilo, Cinzia, la di lui fidanzata, Bruna secondogenita di Annibale, Libero, suo marito, Sandra, la loro figlia; Luciano, marito di quest’ultima e la piccola Samantha (il th è importante) di due anni, frutto del matrimonio di Sandra e Luciano.

Inoltre via etere, avrebbe dovuto essere presente anche Carol Wojtyla, ma quel giorno il Santo Padre, strano a dirsi, si fece attendere in televisione il più del dovuto. E fu proprio aspettando l’Urbi et Orbi che i dieci, in mancanza di un’alternativa ragionata, non poterono fare a meno di ingannare il tempo tirando fuori il catalogo dei loro problemi esistenziali; e che non fossero rose e fiori apparve chiaro quasi subito. Per un fortunato caso quel Natale mi trovavo a Pontassieve e in visita alla famiglia Gori.
Fu così che alle prime avvisaglie dell’insolita piega che stava prendendo quella santa giornata pensai bene, come certi vampirelli talvolta usano fare, di prendere qualche appunto.

Successivamente riportai ciò che avevo udito all’amico Ugo Chiti ed assieme, più o meno rispettosi degli ispiratori, abbiamo cercato di raccontare anche a voi quello che altri involontariamente avevano raccontato a noi.

Così è nato Benvenuti in casa Gori. Se poi, a monte di tutto questo (o anche a valle s’intende) ci siano altre spiegazioni, motivazioni o altro, lasciamo a voi il piacere di scoprirlo.
Alessandro Benvenuti

 P.S. Lo spettacolo, dal quale è stato tratto anche un film pluripremiato, così come i successivi episodi della Trilogia dei Gori (Ritorno a casa Gori e Addio Gori), costituisce ormai un classico del repertorio nazionale, grazie anche a una tournée durata ininterrottamente 22 anni, e con numerose compagnie dialettali e non, che da un decennio lo rappresentano anche in forma corale. Dopo cinque anni di riposo, Benvenuti riprende il primo dei suoi cavalli di battaglia riproponendolo a quel pubblico che ancora non avesse avuto modo di vederlo.

Biglietto unico 10 euro + diritti di prevendita

Acquisto tramite circuito Boxoffice, su boxol.it

presso gli uffici del teatro nei giorni feriali dal 25 settembre al 3 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30.

Informazioni e prenotazioni: biglietteria@lacittadelteatro.it – 050.3144886

Il giorno dello spettacolo la biglietteria aprirà alle 19.00

 

Dalle ore 19.30 apericena a 5 euro presso IL RITROVO DEL TEATRO.

Al Ritrovo del Teatro possibilità di cena alla carta prima e dopo lo spettacolo. E’ gradita la prenotazione al 348.4404671

 

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