di e con Serena Gatti e Raffaele Natale
Aiuto regia Fabrizio Leverone
Musica originale Raffaele Natale
Versi Serena Gatti
Luci Marcello D’agostino
in collaborazione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro Centro di produzione Teatrale
con il sostegno di Spazio Off – Trento

Due solitudini e un canto che le lega, che le attraversa. L’incontro.

O immaginare un incontro.

Due monologhi che si sorprendono in un dialogo a due voci.

Un canto che svela l’onirico, il quotidiano, il fragile, l’assurdo, l’estasi, la caduta.

Le voci del mondo, le voci di dentro, le voci della musa. E ancora le contaminazioni, le visioni e i gesti, così consueti da divenire surreali, così inattesi da dare luce a un lato nascosto.

Parallelo al racconto di un incontro tra un uomo e una donna, forse avvenuto, forse solo immaginato scorre una riflessione sull’arte. Canto è un’indagine sul “mestiere ostinato” di fare arte oggi, sulla figura dell’artista ora migrante e nomade e sempre ossimorica nell’essere ora giullare, ora demone, ora folle, ora uomo comune. Una creatura quindi che  sente la “necessità di andare altrove”, di costante esplorazione. A questa profondità a questo “lento precipitare” si affianca una fame onnivora di vita che porta l’artista a divorare il presente, tempo dell’adesso, del qui e ora.
Lo spettacolo, nella sua composizione ad anello, oscilla tra due registri stilistici, uno più sacrale, misterico, trascendentale e l’altro reale, legato al quotidiano, diretto. Questo passaggio di atmosfere sembra susseguirsi come in un sogno, come vari momenti dell’attività onirica, nella quale i nessi logici e razionali si perdono dando spazio alla condensazione e rappresentazione dell’inconscio, dell’interiorità, dell’animo umano.
Tutto sta nel trovare il proprio canto e riuscire a dirlo, con autenticità. Ma bisogna che tutto accada come per caso.
Il progetto, avviato nell’agosto 2013, ha suscitato l’interesse della Soprintendenza ai Beni Culturali che ha prodotto la realizzazione di un primo studio nella cornice della Certosa di Pisa. Il progetto ha ricevuto in seguito la collaborazione de La Città del Teatro  dello Spazio Off (Trento)

Linguaggi di scena musica, canto, poesia, danza

Durata 50 minuti

Debutto internazionale Faki Festival 2015 Zagabria

Azul Teatro

Recensioni Renzia d’Incà www.rumorscena.com/04/06/2015/canto-melodia-per-artisti-nomadi

Gemma Salvadori www.losguardodiarlecchino.it/il-canto-delluroboro-ovvero-levoluzioneche-si- conclude-in-se-stessa/

 

Azul Teatro

Azul Teatro porta avanti una ricerca teatrale a partire dal sincretismo dei linguaggi, dando vita a creazioni teatrali le cui costanti sono musica dal vivo – la poesia –l’immagine – il movimento. Spesso trasferiscono il teatro in luoghi non teatrali, creando a performance che nascono come eventi originali per lo spazio. Ad Azul Teatro interessa incontrare le persone, parlare ai loro sensi, scegliere tra i segni i più necessari, i più onesti.

Non hanno un genere prestabilito, accordano il loro stile alla necessità di cosa c’è da comunicare. Le loro muse sono lo stupore, la letteratura, la musica, il viaggio.

Canto-scheda-artistica