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In cerca dei sei personaggi
scritto e diretto da Emma Dante
da Luigi Pirandello
con Emma Dante, Angelica Bifano, Davide Celona, Enrico Lodovisi, Carmine Maringola, Simone Mazzella, Annamaria Palomba, Rita Russo, Samuel Salamone
in coproduzione con Festival Printemps des Comédiens - Montpellier | Châteauvallon-Liberté Scène Nationale
Io sono il direttore. Dirigo gli attori e le attrici della mia compagnia su un palcoscenico completamente vuoto. Il pubblico partecipa al nostro processo creativo. Siamo tutte e tutti lì, nel ventre del teatro. Noi a fare i nostri esercizi e il pubblico ad assistere alla gestazione e poi al parto di un futuro spettacolo. Davanti ai nostri occhi nascono sei personaggi portatori di un dramma doloroso, il Padre, la Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovanetto, la Bambina. Non era prevista la loro nascita, arrivano incidentalmente. Discutono con me della loro interessante storia, non agita, ma esposta, pretendendo di essere creduti fino in fondo.
I sei personaggi non arrivano dalle quinte, ma si impossessano degli attori e delle attrici durante la loro palestra dei sentimenti, quando il livello della concentrazione è molto alto e profondo.
Il pubblico assiste a questa transizione, l’attore si prepara, si concentra, richiama a sé il fantasma e il personaggio nasce, si insinua in lui con tutta la sua forza espressiva, con tutto il suo sapere e la sua voglia di vivere. Io, il Direttore, li interrogo e pian piano scopro che sono autonomi, non disposti a obbedire ai comandi del regista. Si credono reali, in ogni gesto, in ogni parola, mentre è evidente che sono prigionieri di una finzione. Fuori dal palco non esistono.
Come fare per convincerli?
I sei personaggi si piantano sul palco come alberi da robuste radici. Io sono di fronte a loro. Ci guardiamo. Ci sfidiamo. Non se ne andranno, non ci lasceranno più.
Il Padre sarà sulla cinquantina: stempiato, ma non calvo, fulvo di pelo, con baffetti folti quasi acchiocciolati attorno alla bocca ancor fresca, aperta spesso a un sorriso incerto e vano; piuttosto grasso, pallido segnatamente nell’ampia fronte; occhi azzurri ovati, lucidissimi e arguti: vestirà calzoni chiari e giacca scura; a volte sarà mellifluo; a volte avrà scatti aspri e duri.
La Madre sarà come atterrita e schiacciata da un peso intollerabile di vergogna e d’avvilimento. Velata da un fitto crespo vedovile, vestirà umilmente di nero, e quando solleverà il velo, mostrerà un viso non patito, ma come di cera, e terrà sempre gli occhi bassi.
La Figliastra, di diciott’anni, sarà spavalda, quasi impudente. Bellissima, vestirà a lutto anche lei ma con vistosa eleganza. Mostrerà dispetto per l’aria timida, afflitta e quasi smarrita del fratellino, e una vivace tenerezza, invece, per la sorellina.
Lo squallido Giovanetto di quattordici anni, sarà vestito anch’esso di nero.
La Bambina di circa quattro anni, sarà vestita di bianco con una fascia di seta nera alla vita.
il Figlio, di ventidue anni, alto, quasi irrigidito in un contenuto sdegno per il Padre e in un’accigliata indifferenza per la Madre, mostrerà d’esser venuto controvoglia là su un palcoscenico.
Emma Dante
durata in definizione · sala Franca Rame e Dario Fo



