Città del Teatro
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Scuole e Università

Scuole 2021 -2022

Tra immagine e sguardo

a cura di Marzia Maestri

Premessa

Se Johannes Gutenberg nel 1455 avesse introdotto la stampa a caratteri mobili, ma nessuno avesse insegnato a a leggere la sua "invenzione" sarebbe servita a ben poco. La differenza tra chi appartiene all'era Gutenberg e chi appartiene all'era Internet è abissale: le nuove tecnologie hanno profondamente cambiato il modo di comunicare e imparare dei nativi digitali; i primi hanno un modo di interfacciarsi lineare e monodirezionale: prediligono quindi eseguire un'azione alla volta e riescono a focalizzare la loro attenzione solo su quell'azione che stanno compiendo; i nativi digitali hanno un modo di interfacciarsi pluridirezionale: preferiscono eseguire più cose contemporaneamente.

Obiettivi
Partire da una condivisione con gli insegnanti su quelle che sono le criticita più spesso riscontrate nel dialogo con i ragazzi, per arrivare a offrire strumenti ad hoc (differenziati per ordine e grado di istruzione) attraverso la pratica del racconto, del cinema e del teatro. Come raccontare ad un ragazzo oggi le Confessioni di un Italiano di Ippolito Nievo? Come rendere interessante un racconto come Senso di Camillo Boito? Come navigare nei diversi linguaggi? E come intersecarli? Questo è un esercizio che può sembrare impossibile ma non lo è. Certo serve la voglia di mettersi in gioco essendo pronti a lasciare andare qualche certezza, ma il viaggio è interessante e l'approdo sempre positivo. Se poi questo percorso avviene attraverso un Teatro che offre un cartellone di qualità dedicato ai ragazzi, tutto è più semplice e gli spettacoli dal vivo, già di per sè importantissimi, diventano anche "strumento" di apprendimento e riscontro della crossmedialità dei linguaggi.

Modalità di svolgimento
Il modulo prevede quattro incontri di due ore ciascuno a scuola dove, destrutturando il "sistema aula" si inizia a lavorare con i ragazzi e insegnanti mettendo al centro proprio il "modo di comunicare", confrontando le differenze ( sempre feconde) tra la modalità di espressione e comunicazione. Una sorta di prima alfabetizzazione, un grado zero del linguaggio digitale.

Le analisi dei testi, le esperienze, le "traduzioni", prenderanno spunto da alcuni spettacoli in programma. Sono previsti materiali redatti dal formatore che verranno messi a disposizione dei partecipanti.

Marzia Maestri
Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Pisa, con indirizzo Cinema, Musica, Teatro. Lavoro nel campo di Comunicazione e Media e nella produzione di video (riprese e montaggio) e si occupa di crossmedialità dei linguaggi in ambito formativo e performativo.

Per informazioni e iscrizioni
ORNELLA PAMPANA
Ufficio Formazione
050.744400 (int. 3)
formazione.pampana@lacittadelteatro.it

Scuole 2020 - 2021

Cosa può un robot?

Cosa può un robot?, realizzato con un contributo di Fondazione Toscana Spettacolo, è un percorso che nasce da una riflessione sul rapporto tra essere umano e macchina, relazione dai confini sfumati che ci restituisce una realtà permeata dall’influenza e dall’utilizzo di intelligenze artificiali. L’indagine sulla possibilità di connessione tra teatro e robotica mira a proporre un’esperienza formativa, che rappresenti un elemento di innovazione nella didattica a distanza. Il progetto vede la collaborazione tra Fondazione Sipario Toscana, Dario Focardi, Centro Piaggio Università di PisaIIT e GREAT Robotics.
A causa dell’emergenza Covid-19, i bambini si sono ritrovati a muoversi in una realtà nuova e virtuale, affascinante, ma fatta di assenze, dove a mancare è la possibilità di toccarsi e di guardarsi negli occhi, di emozionarsi. La tecnologia ha aiutato in parte ad abitare queste distanze, consentendo ai bambini di interagire con parenti e amici lontani, svolgere Didattica a Distanza e in classe di utilizzare la LIM - Lavagna Interattiva Multimediale – anche per garantire la continuità didattica con progetti educativi on line.
È interessante immaginare una ridefinizione del rapporto tra teatro e tecnologia in ambito educativo, inventando strumenti pedagogici che migliorino il presente e che possano essere parte integrante del percorso curricolare. Il gaming tecnologico, ad esempio, è uno straordinario strumento didattico – che con il teatro condivide un terreno comune di artigianalità e gioco – e permette di affrontare argomenti complessi, utilizzando il linguaggio digitale proprio delle nuove generazioni.
Cosa può un robot? è un percorso formativo rivolto alle classi IV e V della scuola primaria che incrocia le attività di un laboratorio teatrale tradizionale con l’utilizzo di strumenti tecnologici innovativi. Una scelta obbligata che è nata dall’esigenza di far fronte alle limitazioni dovute alla pandemia da COVID-19. Due sono gli ambiti che mettiamo al centro di questo percorso formativo: Emozioni e Tecnologia. I bambini e le bambine a cui è rivolto questo percorso sono nell’età in cui si domanda quale sia il significato di quello che provano. La pandemia ha ampliato questa loro esigenza, mettendoli di fronte all’impossibilità di dare loro sfogo attraverso un contatto fisico, vietato dalle condizioni sanitarie. A questo bisogno il teatro può e deve continuare a dare una risposta attraverso i propri strumenti pedagogici. La tecnologia è stata essenziale nel 2020, perché, tra le altre cose, ci ha permesso di interagire con gli affetti lontani, con cui altrimenti non avremmo avuto contatti per mesi interi, e ci ha aperto la possibilità della scoperta di nuovi modi di imparare e creare. In un percorso formativo essa può e deve diventare uno strumento imprescindibile nella valigia di un educatore. Questa è una scelta che va incontro a un rapporto più diretto con le nuove generazioni e che permette di interagire con esse attraverso strumenti e linguaggi che queste conoscono molto bene.
Il progetto propone una sfida alle bambine e ai bambini delle classi coinvolte: vestire i panni di Cappuccetto Rosso, guidando CoderBot, un piccolo robot mobile dotato di una telecamera. Come se fossimo in un videogame i bambini e le bambine guidano il robot all’interno di un grande labirinto, allestito in una delle sale del teatro. Il percorso in cui si muovono è una replica di quello che Cappuccetto deve fare per andare dalla sua casa a quella della nonna. Gli imprevisti, gli indovinelli e le novità sono dietro ogni angolo e ogni curva del percorso e servono per fermarsi a riflettere su ciò che sta succedendo nella storia e sulle emozioni che nascono dentro di noi.
SVOLGIMENTO DEL LABORATORIO
1° incontro
– durata: 2 ore – conduce Dario Focardi
Spiegazione sul senso del progetto e sull’importanza di comprendere come la tecnologia sia uno strumento che ci può servire per raccontare la realtà ma non certo per sostituirla.
Entriamo poi nel lavoro vero e proprio con la lettura Cappuccetto Rosso, nella versione raccolta dai Fratelli Grimm. Discussione con i bambini e le bambine sulle differenze che ci sono tra le versioni che loro conoscevano della fiaba e quella letta. Passaggio a un lavoro di decostruzione della storia: se Cappuccetto si svolgesse oggi che cosa cambieresti, che cosa terresti, che cosa toglieresti e che cosa aggiungeresti? Ogni bambino e ogni bambina elaborerà un breve scritto con le proprie risposte alle domande che sono state poste.
2° incontro – durata: 2 ore – conduce Dario Focardi
Ogni bambino e ogni bambina leggerà le proprie risposte alle domande poste nel primo incontro. Discussione sulle proposte e voto democratico su quali di queste tenere e inserire nel percorso del gioco. Scrittura di un breve copione con le frasi che devono recitare i personaggi che sono stati scelti. Registrazione delle voci dei personaggi. Scelta del finale. Il narratore, parte essenziale del lavoro, sarà la voce di Dario Focardi, ma le altre voci saranno quelle delle bambine e dei bambini, e, per evitare momenti di competizione, le voci registrate che saranno utilizzate nello svolgimento del gioco potranno essere quelle di un’altra classe.
3° incontro – durata: 2 ore – conduce Great Robotics
Introduzione all’uso del robot CoderBot. Ai bambini e alle bambine verrà mostrato com’è fatto il robot esplorando i suoi componenti principali: i sensori, gli attuatori e la sua scheda di programmazione. Poi si passerà a descriverne il funzionamento che avviene attraverso l’utilizzo di un’interfaccia grafica utente.
4° incontro – durata: 2 ore – conduce Great Robotics (con intervento di Dario Focardi)
Spiegazione su come si programma un robot come CoderBot. In questa fase verrà illustrato che cosa è Blockly, il linguaggio visivo basato su blocchi che permette di «comandare» il robot. Quindi saranno effettuate delle prove di collegamento, controllo e programmazione del robot. Infine, si spiegheranno le regole del gioco.
5° incontro – durata: 2 ore – conducono Dario Focardi e Great Robotics
Nell’ultimo incontro i bambini e le bambine vestiranno i panni di Cappuccetto Rosso, attraverso il robot, e si muoveranno nell’ambientazione che è stata precedentemente preparata, in base alle idee di partenza degli artisti che saranno modificate dalle suggestioni dei bambini e delle bambine. Alla fine del percorso sarà stimolata una discussione così da avere una serie di feedback emotivamente non mediati su quanto è appena successo.

Scuole 2019 - 2020

Tra immagine e sguardo

a cura di Marzia Maestri

Due moduli dedicati agli insegnanti per leggere il teatro attraverso la pratica del racconto e della crossmedialità dei linguaggi, in particolare dello spettacolo dal vivo.
Il percorso, costruito da una figura professionale specializzata insieme alla Città del Teatro, nasce in parallelo al cartellone dedicato ai ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Gli spettacoli in programma diventano così strumento di concreto apprendimento e riscontro della multidisciplinarietà dei linguaggi.
Il primo modulo è articolato in quattro incontri di due ore ciascuno all'interno della scuola stessa con insegnanti e classi insieme.
Il lavoro in aula con i ragazzi e insegnanti mette al centro proprio il "modo di comunicare", per offrire una prima alfabetizzazione, un grado zero del linguaggio digitale. Le analisi dei testi, le esperienze, le "traduzioni" presentate, prenderanno spunto da alcuni spettacoli scelti da La Scuola va a Teatro, a cui le classi assisteranno in teatro.
Il secondo modulo, un approfondimento solo rivolto agli insegnanti, comprende un ciclo d'incontri formativi in teatro: un appuntamento a settimana di almeno due ore, da gennaio a aprile, dove il lavoro proposto spazia dalla nascita del cinema alla new media art, passando per il teatro come zona di presa di coscienza e attivazione del corpo, che in questo ambito è i soggetto che risente più del "sviluppo" dei nuovi linguaggi:

Per entrambi i moduli sono previsti i materiali redatti dal formatore e messi a disposizione dei partecipanti.
E' possibile frequentare uno o entrambi i moduli.

Marzia Mestri
Laureata in Lettere Moderne all'Università degli Studi di Pisa, con indirizzo Cinema, Musica, Teatro. Lavoro nel campo di Comunicazione e Media e nella produzione di video (riprese e montaggio). Ho sempre amato l'insegnamento e, quando ho potuto farlo per brevi moduli di tuto raggio, ne sono stata entusiasta. Mi piacerebbe davvero molto che questo splendido settore diventasse la mia occupazione principale.
Organizzatrice teatrale, progettista di eventi per lo spettacolo; videomaker; graphic designer. Operatrice di ripresa e montaggio

SnapStage

Un workshop di visione e scrittura critica per giovani studenti

Dopo l’esperienza pilota dello scorso con l’Istituto Pesenti di Cascina, torna il progetto di formazione SnapStage, percorso laboratoriale di accompagnamento alla visione critica e alla scrittura,rivolto a studenti delle Scuole Secondarie di Secondo Ordine, a cura di Andrea Pocosgnich e Alessandro Iachino di Teatro e Critica.
Anche quest’anno lo scopo primario è avvicinare i giovani alle specificità del linguaggio performativo contemporaneo e ai meccanismi della critica teatrale odierna, con modalità di incontri frontali e pratiche peer to peer.
L’esito del workshop sarà la pubblicazione di un foglio A3 Città sul Palco, distribuito in occasione degli spettacoli selezionati, che permetterà agli spettatori di avvicinarsi alla programmazione della Città del Teatro attraverso voce e sguardo di un gruppo di allievi di una quarta del Liceo XXV Aprile di Pontedera.
Obiettivi del percorso: colmare quel vuoto sempre presente tra la vita dei ragazzi e il teatro, esercitare nuove forme di scrittura, che spazino dall’intervista al reportage, dall’articolo di costume alla recensione, dalle modalità di scrittura rapide dei social media alle più complesse forme di apprendimento tematico.
I formatori/redattori di Teatro e Critica cureranno gli incontri con le compagnie teatrali selezionate nel progetto.
 

Gli spettacoli in programma:
14 dicembre: Brina
15 febbraio: La classe
28 febbraio: Il Problema
4 aprile: Le lacrime amare di Petra Von Kant
23 aprile: La bisbetica domata

Qui potete scaricare i numeri di Città sul Palco:

N.1 Città sul Palco
N.2 Città sul Palco
N.3 Città sul Palco

 

 

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