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Fondazione Sipario Toscana | ArteVOX Teatro| Linguaggi Creativi

Briciole di felicità

Teatro Ragazzi

di Anna Maini
ispirato a “Il Venditore di felicità” di Davide Calì e Marco Somà, Kite Edizioni
regia ArteVOX Teatro
consulenza artistica David Faraco
pupazzi Marco Lucci, Laborincolo
video design e scene Maria Elena Fusacchia
direttrice di produzione Marta Galli
segreteria di produzione Isabella Procaccini


L'idea di realizzare uno spettacolo di figura sul tema della felicità nasce dall'incontro con il libro Il venditore di felicità di Davide Calì con le illustrazioni di Marco Somà (premio Andersen nel 2019 come miglior illustratore per l’infanzia), edito in Italia da Kite Edizioni.
Ci siamo chieste che cosa significa felicità per ciascuno di noi, per le persone che ci stanno vicine?
Il lavoro attraversa diverse fasi creative: inizialmente abbiamo ragionato tra di noi per capire cosa ci interessasse dire ai bambini, poi abbiamo deciso, come sempre facciamo, di coinvolgerli attivamente e chiedere loro di raccontarci della propria felicità, così da settembre 2018 ad oggi abbiamo realizzato corsi, laboratori, incontri di teatro d’attore e di figura con bambini dai 5 ai 10 anni.
Abbiamo chiesto ai bambini: “Cosa ti rende felice?” e ci hanno risposto: “la mia amica Clelia, il mio criceto, la mia famiglia, andare in piscina, andare a scuola, giocare alla play…
Poi arriva la pandemia che ha sconvolto le vite di tutti, specialmente dei bambini: da un giorno all’altro si sono ritrovati obbligati a stare chiusi in casa, non potevano più andare a scuola, vedere le maestre e i compagni, gli amici, spesso non si poteva nemmeno andare a trovare i nonni che sono diventati soggetti fragili, da proteggere, di cui preoccuparsi. Durante la pandemia la parola ISOLAMENTO ha assunto molti significati e la parola COMUNITÀ altrettanti. Quello che era normale fino al giorno prima, abbracciarci, incontrarsi, uscire, persino andare a scuola, era diventato impossibile. Anzi pericoloso.
Abbiamo continuato a incontrare i bambini, nei modi consentiti, ed è stato subito evidente quanto la felicità avesse preso una strada più intima, quanto le loro risposte alla domanda “Cosa ti rende felice?” fossero cambiate: “sono felice perché oggi c’è il laboratorio; sono felice quando tutte le persone che amo stanno bene; casa è una parola della felicità; non sono affatto felice perché mio nonno è morto e non sono andato al funerale; sono strasuperfelice perché inizia un nuovo giorno!”
Con questo spettacolo vogliamo Ripartire dalla felicità. Vogliamo aiutare i bambini e le bambine ad elaborare la sofferenza, metabolizzarla, superarla, facendoli sentire parte di una comunità attenta ai loro bisogni, dicendo loro “non vi abbiamo abbandonato, siamo qui per voi, siamo insieme e insieme a voi torneremo a stare bene, a essere felici”.
Lo strumento per raggiungere il benessere, la felicità è proprio l’arte, il teatro.
La potenza curatrice dell’arte e della bellezza.
La forza della comunità contro l’individualismo.
La felicità nascosta nelle briciole di umanità che ognuno di noi condivide con gli altri.
Questo quello che vogliamo raccontare ai bambini e alle bambine, ma anche ai loro genitori, agli insegnanti, ai grandi.

PERCHÈ IL TEATRO DI FIGURA
I motivi che ci hanno spinto a scegliere il teatro di figura sono molteplici: innanzitutto la suggestione delle illustrazioni di Somà. L’illustratore immagina un mondo popolato di uccelli antropomorfi, un villaggio di case sugli alberi, dove gli abitanti si muovono sospesi tra fiori, rami e foglie. Il pupazzo ci permette di inventare degli esseri nuovi, una umanità della fantasia che sia affascinante da conoscere ed esplorare. Inoltre, come ci suggeriscono le illustrazioni, vogliamo mantenere un’atmosfera surreale, poetica e magica. Crediamo che il teatro di figura abbia una potenza particolare sull’immaginario dei bambini e che la figura abbia la forza di catturare l’attenzione dei bambini e delle bambine come nessun altro linguaggio.

IL GRUPPO DI LAVORO
Il gruppo di lavoro, oltre a Marta Galli (direttrice di produzione e regista), Anna Maini (drammaturga e regista) e Isabella Procaccini (segreteria di produzione) che costituiscono il nucleo della compagnia, può avvalersi già di queste collaborazioni:
DAVID FARACO, maestro del teatro di figura di origine spagnola, vive da anni in Danimarca dove ha fondato con Sofie Krog l’omonima compagnia di teatro di figura. David farà una consulenza artistica durante tutto lo sviluppo del lavoro, un mentoring che riguarderà l’impianto scenico, la realizzazione e l’animazione delle figure e una supervisione registica.
MARCO LUCCI, burattinaio perugino, fondatore de Il Laborincolo, costruttore e animatore. Si occuperà della costruzione dei pupazzi.
MARIA ELENA FUSACCHIA, video designer per live performance, collabora da anni con la compagnia Muta Imago di Roma. Si occuperà dell’ideazione delle video proiezioni e di tutta la parte video dello spettacolo.
MARCO SOMÀ, illustratore del libro “Il venditore di Felicità” ci ha messo a disposizione l’utilizzo di tutte le sue illustrazioni per gli scopi relativi al progetto: dall’illustrazione della scenografia a tutti i materiali di comunicazione.

LA STORIA
Non lontano da qui esiste un luogo di case sospese...
l giorno nasce portando via gli ultimi sogni e le dita rosa dell'aurora sfiorano i tetti e bagnano le piccole dimore.
Ognuna di esse ha un proprietario, molto solo e triste, intento alla cura delle proprie cose...

Lo spettacolo racconta la storia degli abitanti di questo villaggio, fatto di casette sospese. Ciascuna di esse rappresenta un micromondo abitati da strani personaggi, accumunati tutti dall’essere soli, isolati, distanti l'uno dall'altro e inevitabilmente tristi. Un giorno, arriva il venditore di felicità che vende barattoli di felicità. Gli abitanti li comprano ma al momento di aprirli scoprono che sono vuoti.

Chi avrà rubato loro la felicità? Nel villaggio c'è un altro essere, si chiama Ohibò, e lui è ancora più strano degli altri, è diverso dagli altri, lui è felice. Probabilmente ha rubato lui la loro felicità. Inizia così un'avventura alla ricerca della felicità che porterà gli abitanti del villaggio a uscire dalle loro case, a relazionarsi tra loro, a parlarsi e infine a conoscersi davvero. Quando scopriranno il segreto di Ohibò si accorgeranno di aver scoperto il segreto della felicità.

dai 4 anni

Orari di programmazione:
 

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