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Dettaglio Produzione

Dirò d'Orlando

Teatro Ragazzi

Vittorio Continelli, Luana Giacovelli, Loris Leoci
con Vittorio Continelli e Loris Leoci
collaborazione alla scrittura Riccardo Quacquarelli


I cantastorie, per secoli, hanno attraversato il nostro paese raccontando e musicando i personaggi di Ariosto e delle storie da lui inventate.
L’Orlando Furioso nel corso degli ultimi quarant’anni ha cambiato forma nell’immaginario popolare, staccandosi dalla tradizione e continuando a sopravvivere quasi esclusivamente da un punto di vista didattico e accademico.
dirò d’Orlando è il tentativo di restituire l’opera alla sua fruizione popolare, è una sfida che nasce dall’idea folle di mettere in scena l’intera vicenda (o quasi) raccontata da Ludovico Ariosto in un unico spettacolo che si sviluppa tra musica, canto, lettura, commento ironico e racconto irriverente di passi scelti dell’opera.
All’interpretazione beffarda del testo fanno da contraltare un contrabbasso, una chitarra e altri piccoli strumenti che compongono la colonna sonora delle imprese dei paladini e deii loro amori insieme alla reinterpretazione di brani della scena pop/rock/blues degli ultimi quarant’anni.
Il Furioso è opera mastodontica, contiene una infinità di trame, intrecci, suoni, descrizioni di luoghi, favole e immagini immortali. I personaggi ariosteschi si muovono in un mondo incantato e in una geografia bislacca,
inventata ma riconoscibile, e attraversano ogni spazio conosciuto o immaginato: dagli Inferi alla Luna.
dirò d’Orlando è la nostra maniera di restituire tutta la meraviglia contenuta nelle pagine dell’opera.
I temi principali messi in scena da Ariosto sono tre: la follia amorosa di Orlando, l’amore tra la cristiana Bradamante e il maomettano Ruggiero, la guerra tra Cristiani e Saraceni. Il vero centro del poema è però essere l’umanità con le sue ossessioni, le sue manie e le sue ambizioni.
Angelica fugge, nessuno la raggiungerà e alla fine sposerà Medoro. Orlando insegue, combatte, impazzisce, rinsavisce e combatte. Bradamante insegue Ruggiero, combatte, cade e si rialza. Ruggiero è prigioniero della magia, liberato, rapito, stordito, ma alla fine avrà il suo premio. Astolfo Paladino imperversa per il poema tutto attraversandolo fino a varcarne i confini. Rinaldo combatte, insegue, combatte ancora. Re Carlo Magno Imperatore è in difficoltà. Medoro ha fortuna.