Città del Teatro
seguici su:
HomeProduzioniDettaglio Produzione

Dettaglio Produzione

Instabili Vaganti

Lockdown Memory

Residenze e Collaborazioni

regia Anna Dora Dorno
drammaturgia originale Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola
testi e citazioni Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola, Arundhati Roy, Appello degli artisti iraniani agli USA, Meng Fan, Jesus Quintero, Ana Gabriela Pulido, Juliana Spinola, Cecilia Seaward.
performer in scena Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola
performer in video Sun Young Park - COREA DEL SUD, Juliana Spinola - BRASILE, Anurada Venkataram - INDIA,Cecilia Seaward - USA | SWEDEN, Jesus Quintero - USA | COLOMBIA, Ana Gabriela Pulido - MESSICO, Maham Suahil - PAKISTAN | SPAGNA, Jialan Cai e Yuwei Jiang - CINA, Danial Kheyrikhah - IRAN, Fatih Genckal - TURCHIA
musiche originali Riccardo Nanni - 7 Floor
residenze artistiche LABOratorio San Filippo Neri - Bologna, Teatro Comunale di Savigno - Valsamoggia
partner e collaborazioni Ambasciata d’Italia a Teheran, Istituto Italiano di Cultura di Istanbul, Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, Istituto Italiano di Cultura di Pechino, Teatro La Badia e Cross Borders Project - Madrid.
distribuzione: Simona Gramegna - Theatron2.0
ufficio Stampa: Laura Beretta - Santa Ponsa Film Media Partner: Fattiditeatro



Lo spettacolo vuole essere una restituzione in chiave performativa del progetto internazionale di ricerca Beyond Borders, un esperimento utopico di condivisione artistica a livello globale, che nasce in risposta all’attuale crisi causata dalle restrizioni e dalle misure per contrastare la Pandemia. Il fine è quello di superare i limiti imposti dall’isolamento e dalla chiusura delle frontiere per continuare a portare avanti processi di collaborazione artistica su scala mondiale, incentivando il dialogo tra la cultura italiana e quelle dei paesi stranieri coinvolti, attraverso un innovativo metodo di lavoro capace di generare un nuovo linguaggio trans mediale che combina teatro, arti visive e audiovisive.
L’intero progetto prevede la creazione di opere in video attraverso un processo di collaborazione a distanza tra la compagnia e uno o più artisti stranieri (attori, performer, danzatori, video artisti, scrittori) e l’utilizzo di piattaforme di comunicazione on line per il confronto e la discussione d’idee.
Le video performance sono state pensate per il pubblico del web e sono quindi fruibili sui social network, come singole opere e web serie teatrali, capaci di avvicinare lo spettatore al processo di creazione dello spettacolo con contenuti multimediali ad hoc e di arrivare al nuovo pubblico del web sia in caso di una programmazione esclusivamente on line che come processo di accompagnamento per lo spettacolo dal vivo.
Lockdown memory vuole portare in scena tutto il processo di lavoro intrapreso nel progetto, rendendolo protagonista assoluto di una narrazione che mette insieme appunti testuali, note visive, partiture fisiche e musicali, registrazioni delle conversazioni in zoom e scene di vita quotidiana degli artisti coinvolti nel progetto.
Frammenti drammaturgici in divenire che rimbalzano nelle pareti di una stanza asettica in cerca di un unico spiraglio, di quella finestra virtuale aperta su un mondo,che ha dovuto marcare i propri confini, a causa delle misure imposte contro la diffusione del virus, ridisegnando una nuova geografia mondiale. Seduti alle proprie scrivanie, postazioni dalle quali tutto il progetto è partito, i due attori e ideatori del progetto, curano anche la regia video, evocando in scena i diversi momenti e le situazioni vissute durante il lockdown. Attraverso azioni fisiche fortemente simboliche ed essenziali, i due performer interagiscono con i contenuti video, artistici e documentari, proiettati su un fondale che è anche uno schermo virtuale, un enorme computer in cui viene preservata questa memoria globale collettiva generata dalla pandemia. Iper connessione e isolamento, condivisione e solitudine condizionano l’andamento del tempo in scena che, come nella realtà, sembra aver assunto ormai un’altra dimensione. Lo spazio si compone di differenti tasselli che formano un mosaico di immagini: dai riquadri di luce di 1 metro per 1 metro, che delimitano il raggio di azione degli attori dal vivo, a quelli digitali, in cui i performer internazionali lanciano i propri messaggi attraverso il video. La composita drammaturgia multilinguistica fa emergere la delicata situazione sociale dei differenti paesi coinvolti: dalle proteste del movimento Black lives matter negli Stati Uniti alla rivolta sociale in Cile, dall’esodo di massa dalle megalopoli indiane al ritorno alla normalità, dopo la tragedia, nella città di Wuhan. Uno spettacolo che rientra a pieno nella categoria del teatro della realtà, capace di far dialogare i nuovi linguaggi multimediali con quelli della scena, in grado di raccontare la complessità di un progetto innovativo in cui si intrecciano teatro, video arte e film documentario.

Orari di programmazione:
 

La Fondazione Sipario Toscana Onlus è sostenuta da