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Fondazione Sipario Toscana | Factory Compagnia Transadriatica

Hamelin

La Scuola va a Teatro

non c’è più nulla che possa suonare
con Fabio Tinella
ideazione e regia Tonio De Nitto
drammaturgia Riccardo Spagnulo
scena Iole Cilento
costruzione scene Luigi di Giorno
assistente alla scenografia Cristina Zanoboni
musiche originali di Paolo Coletta
sound Graziano Giannuzzi
luci Davide Arsenio
costumi Lapi Lou


La storia del pifferaio di Hamelin è ancora avvolta nel mistero. Hamelin è il nome di una cittadina al nord della Germania dove leggenda e realtà si son fuse centinaia di anni fa, dove diverse ipotesi non hanno mai risolto il mistero della sparizione di 130 bambini, come riportato nella targa affissa sulla cosiddetta casa dell’accalappia topi.
Un fatto di cronaca traslato via via in fiaba, nella tradizione orale prima e nella raccolta Saghe germaniche dei Fratelli Grimm poi.
Un rumore di musica, il rincorrersi per strada, eco di risa e baccano che restano impresse come un ricordo e un divieto nelle orecchie di chi è rimasto e tramandato nel tempo.
Ad Hamelin vige ancora il divieto assoluto di suonare musica nella “Bungelosenstrasse” (via Senzatamburi), dove anche i cortei in festa che vi arrivano cessano immediatamente ogni suono.
Ma cosa è successo ai bambini di Hamelin?
Lo spettacolo proverà a raccontare e ripercorrerne la storia:  un pifferaio, giunto nella città di Hamelin, la liberò dalla piaga dei ratti con la promessa di una lauta ricompensa. Quando la città fu liberata, gli abitanti si rifiutarono di pagare il pifferaio, che portò via tutti i bambini del paese, accompagnandoli forse in un luogo di gioia.
Lo farà attraverso una sorta di indagine storica e una provocazione.
Utilizzando un apposito sistema audio in cuffia si farà in modo che adulti e bambini possano avere della storia due diversi punti di vista. L’audio che accompagna la visione seguirà la via della manipolazione, tema fondante della storia del pifferaio, facendo in modo che gli adulti assistano all’ammaliamento e alle conseguenti reazioni dei bambini, senza immaginare che la narrazione in cuffia possa essere diversa. Sperimenteranno così attraverso i propri figli, il potere del richiamo, della seduzione verso la libertà al gioco, alla musica e alla creatività. Un diritto contro cui non si può puntare il dito.
Questo mistero ancora irrisolto si rinnova nel rito del teatro. Si, proprio un rito, perché questa performance più di ogni altra cosa la immaginiamo come un rito destinato a pochi spettatori (max 50 tra adulti e bambini) che possa andare in scena anche in spazi non prettamente teatrali.

teatro d’attore e di figura
dai 7 ai 12 anni
durata 60’
palco sala grande

Orari di programmazione:
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