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Compagnia TeatroPersona|Sardegna Teatro

il principe mezzanotte

di Alessandro Serra
con Andrea Castellano, Marco Vergati, Silvia Valsesia
regia, scene, luci Alessandro Serra
realizzazione ombre Chiara Carlorosi
immagine Maria Distefano

Buonasera! Siete pronti ad ascoltare la storia del principe Mezzanotte? Dovrete essere molto coraggiosi perché è una storia misteriosa, e divertente e buffa, ma anche un po’ paurosa. C’è una volta un principe, dico c’è perché mica è morto poveretto, insomma c’è una volta un principe di nome Mezzanotte, nato a mezzanotte e perdutamente innamorato del buio e delle stelle. Perché senza il buio le stelle non si vedono, giusto? Tutti pensano che la notte protegga e nasconda fantasmi, lupi e streghe e che la luce del giorno, invece, renda il mondo splendido e sereno. Eppure è proprio di notte che prendono vitai sogni. Ma anche i sogni più belli posso trasformarsi in incubi, proprio come accadde al nostro povero principe, costretto a nascondersi in questo magico comò per sfuggire alla maledizione della terribile strega Valeriana.
La strega infatti si era talmente innamorata del nostro pallido principe che quando lui la respinse gli lanciò la maledizione: il giorno in cui il principe si fosse innamorato si sarebbe trasformato in un essere mostruoso. Paura eh? Da allora Mezzanotte, rimpicciolito con tutto il suo castello e i suoi servitori vive triste e solitario, in attesa che qualcuno sciolga la maledizione. Ma che succede? Qualcuno è entrato nel castello? C’è un gran trambusto, inseguimenti, porte che sbattono, luci che vanno e vengono, a quanto pare la storia sta per avere inizio. Non ci resta che entrare se vogliamo sapere come andrà a finire, si, proprio attraverso comò, ve l’ho detto che è magico, non temete, il principe è molto ospitale, un vero gentiluomo, entrare, entrate, su, sembra che non siate mai entrati in un comò… Il Principe Mezzanotte è vittima di una maledizione: quando incontrerà il vero amore sarà destinato a trasformarsi in un essere mostruoso. Per sottrarsi a tale destino decide di non innamorarsi mai, si rinchiude in un maniero fumoso e vive da solo, triste e malinconico. Un carosello di personaggi buffi e grotteschi ci porteranno nel mondo di questa fiaba delicata e romantica raccontata con uno stile insolitamente noir, misterioso e poetico.

Spettacolo finalista Premio Scenaio Infanzia 2008
Premiato come miglior spettacolo dall'osservatorio critico degli studenti “per la scenografia efficace e piena di inventiva, l’originalità del testo e la capacità di coinvolgimento del pubblico"

tecnica: prosa, teatro d’immagine, teatro d’ombre, teatro corporeo
età: dai 5 anni
durata: 60’
palco sala grande

 

 

 

Orari di programmazione:
La Scuola va a Teatro
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Domenica a Teatro